Fondi europei 2021-27: 8 miliardi per la cooperazione territoriale Interreg

I programmi Interreg 2021-2027Nel prossimo settennato 2021-2027 la cooperazione territoriale europea potrà contare su 8 miliardi di euro. La cifra è frutto dell’accordo provvisorio raggiunto da Parlamento e Consiglio. Ecco dunque una guida su come saranno i prossimi programmi Interreg, tra tassi di cofinanziamento e priorità tematiche.

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Il 2 dicembre Parlamento UE e Stati membri hanno raggiunto un accordo politico sulla proposta della Commissione relativa ai nuovi programmi di cooperazione territoriale europea post-2020 (i cosiddetti Interreg). 

Quello sull’Interreg è il terzo fascicolo della Politica di Coesione portato a casa dai negoziati tra le istituzioni UE, in attesa dell'approvazione finale dei testi giuridici da parte della plenaria del Parlamento e del Consiglio.

"Accolgo con favore l'accordo politico sul regolamento Interreg”, ha commentato la Commissaria per la coesione e le riforme, Elisa Ferreira. “Questo programma sostiene e facilita la cooperazione territoriale, al fine di superare gli ostacoli formali e informali che impediscono alle regioni di confine di crescere e svilupparsi al massimo delle loro potenzialità. Facilita anche la cooperazione delle regioni alle frontiere esterne, affrontando le loro specifiche esigenze di sviluppo e contribuendo a un'Europa più sicura e protetta. Siamo quindi al centro del progetto europeo”. 

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Come sarà il nuovo Interreg 2021-2027

Con un budget di 8,05 miliardi di euro (a prezzi 2018), la sesta generazione Interreg sarà organizzata in quattro componenti (strands), una in più rispetto al 2014-2020:

  • Interreg A, cioè la Cooperazione transfrontaliera tra regioni adiacenti per promuovere uno sviluppo regionale integrato e armonioso tra regioni confinanti di confine terrestre e marittimo. A questa prima componente andrà il 72,2% del budget, ovvero 5,8 miliardi;
  • Interreg B, ovvero la Cooperazione transnazionale su territori transnazionali più ampi o attorno a bacini marittimi, a cui viene assegnato il 18,2% delle risorse disponibili (1,467 miliardi);
  • Interreg C, ossia la Cooperazione interregionale per rafforzare l'efficacia della Politica di coesione, che porta a casa il 6,1% del totale dei fondi, pari a 490 milioni di euro;
  • Interreg D, cioè la Cooperazione delle regioni ultraperiferiche per facilitare la loro integrazione e lo sviluppo armonioso dei territori. A quest’ultima componente va il 3,5% del bilancio complessivo (280 milioni).

Alla cooperazione transfrontaliera, transnazionale e interregionale, se ne aggiunge dunque una quarta, che mira a rafforzare la cooperazione delle regioni ultraperiferiche con il loro ambiente limitrofo (ad esempio le regioni dei Caraibi), per stimolare gli scambi economici tra i partner regionali e sostenerne lo sviluppo reciproco.

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Cosa c’è da sapere sui finanziamenti Interreg 2021-2027

Entrando nel merito del funzionamento dei nuovi programmi, Bruxelles ha stabilito che il tasso di cofinanziamento UE a ogni livello del programma Interreg è fissato a un massimo dell'80%, soglia che sale all’85% per le regioni ultraperiferiche.

I livelli di prefinanziamento - cioè i fondi messi a disposizione degli Stati membri a seguito dell'approvazione dei programmi Interreg - sono invece fissati al:

  • 1% per gli anni 2021 e 2022;
  • 3% per gli anni dal 2023 al 2026.

Il risultato è, dunque, una maggiore liquidità disponibile per i programmi.

Inoltre, la cooperazione territoriale sarà razionalizzata, beneficiando in particolare delle misure di semplificazione concordate ai sensi del Regolamento sulle disposizioni comuni ai fondi europei (Regolamento CPR).

Le priorità tematiche della cooperazione territoriale europea

Per quel che riguarda le priorità di intervento, anche il prossimo Interreg 2021-2027 risentirà della svolta “ecologica” della politica europea, prevedendo l’obbligo di spendere più risorse per l'azione per il clima, contribuendo in tal modo alla realizzazione del Green deal.

Più spazio sarà dato anche ai programmi sociali, compresi quelli relativi alla salute pubblica.

"Stiamo affrontando le sfide del nostro tempo”, ha spiegato il relatore belga del Parlamento UE, Pascal Arimont (PPE). “Le regioni devono investire in progetti che affrontano il cambiamento climatico o rafforzano i nostri sistemi sanitari. Di conseguenza, insieme alle maggiori opportunità offerte da React-EU, ci saranno molte nuove possibilità per le nostre regioni di investire in progetti transfrontalieri sostenibili e di valore sociale in futuro", ha concluso Arimont.

Nei nuovi Interreg, inoltre, sarà dato un sostegno maggiore ai piccoli progetti e a quelli “people-to-people”. Per questo fino al 20% delle risorse di un programma Interreg potrà essere assegnato a questa tipologia di interventi.

La cooperazione interregionale continuerà infine a promuovere lo scambio di competenze, buone pratiche e lo sviluppo di capacità attraverso una serie di programmi dedicati come Interreg Europe, Urbact, Interact ed ESPON.

Cooperazione territoriale – guida ai programmi Interreg per sinergie con PSR

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