Recovery: anche il Sud nel collegato alla manovra sulla riforma degli incentivi alle imprese

Palazzo Chigi - Photo credit: Simone RamellaLa semplificazione delle agevolazioni per il Mezzogiorno prevista dal PNRR potrebbe rientrare nel collegato alla legge di Bilancio 2022 dedicato al riordino degli incentivi alle imprese. Il provvedimento, previsto dal DEF 2021, dovrebbe intervenire anche sulle agevolazioni in capo al MISE, dalla Nuova Sabatini al bonus ricerca e sviluppo, dal Patent box ai voucher per internazionalizzazione e digitalizzazione.

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Secondo quanto anticipato da Il Sole 24 Ore anche l'esito dei lavori della commissione interministeriale prevista dal PNRR per semplificare il sistema delle agevolazioni pubbliche e facilitare gli investimenti al Sud potrebbe confluire nel collegato alla prossima manovra dedicato al riordino degli incentivi alle imprese. Al posto di un disegno di legge separato e a costo zero da presentare alle Camere entro settembre 2021, come da calendario originale, si avrebbe quindi un unico provvedimento di riordino degli incentivi in grado di ospitare anche interventi che richiedono una copertura finanziaria.

Una via percorribile dato che il progetto del Recovery Plan si colloca nel contesto di un'opera più ampia di riordino e semplificazione del sistema di incentivazione alle imprese già prevista dal DEF 2021 a completamento della legge di Bilancio 2022. Operazione su cui, secondo quanto anticipato nei giorni scorsi dal viceministro allo Sviluppo economico Gilberto Pichetto in un'intervista a ItaliaOggi, il MISE è già al lavoro.

Il risultato sarebbe il primo intervento di riforma degli incentivi alle imprese dal decreto Crescita del 2012 che ha introdotto il Fondo crescita sostenibile (FCS) e abrogato 43 norme nazionali relative ad agevolazioni al sistema imprenditoriale.

Riordino per credito d'imposta ZES e altre agevolazioni al Sud

Il Piano di ripresa e resilienza ha fissato al 30 giugno il termine per l'insediamento di una commissione interministeriale con il compito di predisporre uno schema di disegno di legge in materia di incentivazione alle imprese, con particolare riferimento alle attività economiche ubicate nel Mezzogiorno d’Italia, da presentare alle Camere entro il 30 settembre.

Attraverso questo ddl, si legge nel Recovery, si punta anzitutto a una “razionalizzazione delle norme e delle procedure sul credito d’imposta e su altre agevolazioni alle imprese per l’acquisto di beni strumentali nuovi destinati a strutture produttive o di beni immobili situati nelle Zone economiche speciali (ZES) ubicate nel Mezzogiorno d’Italia”.

Più in generale, però, il Governo intende riordinare e semplificare tutto il sistema di norme sulle incentivazioni alle imprese localizzate nel Mezzogiorno, che attualmente prevedono requisiti molto minuziosi, definendo delle previsioni generali comuni e rinviando ai decreti del Ministro per il Sud e la coesione territoriale per gli aspetti di dettaglio di ciascuna agevolazione.

Per approfondire: Recovery, più fondi per progetti coesione e investimenti ZES

La commissione interministeriale per la riforma degli incentivi

Il decreto istitutivo della commissione è stato firmato il 30 giugno dalla ministra per il Sud e la Coesione Mara Carfagna. A presiederla è stato chiamato Giulio Veltri, capo dell'Ufficio legislativo del Ministero.

I membri in rappresentanza dei diversi Ministeri interessati, tutti impegnati in quest'attività a titolo gratuito, sono:

  • Lorenzo Angeloni (Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale),
  • Francesca Quadri (Ministero dell'Economia e delle Finanze),
  • Simone Vellucci (Ministero dello Sviluppo economico),
  • Giuseppe Blasi (Ministero delle Politiche agricole e forestali),
  • Renzo Tomellini (per il ministro della Transizione ecologica),
  • Carmela Chiara Palermo (Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità sostenibili),
  • Emanuele Felice (Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali),
  • Luigi Scaroina (Ministero della Cultura),
  • Dora Di Francesco (Ministero del Turismo).

A loro il compito di effettuare una mappatura di tutti gli incentivi alle imprese attualmente in vigore, di verificarne gli impatti sull'economia del Mezzogiorno e, sulla base di questo lavoro di analisi, di elaborare uno schema di disegno di legge per la semplificazione e accelerazione delle procedure.

Una riforma organica per gli incentivi alle imprese

L'operazione prevista dal PNRR deve essere condotta anche tenendo conto del negoziato in corso sulla Carta degli aiuti a finalità regionale e, nelle intenzioni del Governo, dovrebbe condurre a una velocizzazione delle procedure di agevolazione, a vantaggio soprattutto delle piccole e medie imprese insediate nelle aree meno sviluppate o depresse del paese.

Allo stesso tempo questo intervento va collegato con l'opera di riordino normativo di tutte le incentivazioni alle imprese, che è stata prevista dal DEF 2021 e richiede un apposito provvedimento legislativo. E' quindi proprio il Documento di economia e finanza a prevedere un disegno di legge di revisione organica degli incentivi alle imprese tra i collegati alla decisione di bilancio, che a questo punto potrebbe includere anche l'esito dei lavori della commissione, aprendo la strada anche a misure che necessitano di copertura finanziaria.

Per approfondire: Il dettaglio sulle riforme nel Recovery Plan

Restyling in vista per gli incentivi MISE

I lavori per il riordino del sistema degli incentivi alle imprese sono intanto già in corso al Ministero dello Sviluppo economico, cui fa capo una vasta gamma di agevolazioni a sostegno delle varie esigenze delle attività economiche, dall'avvio all'accesso al credito, dall'internazionalizzazione agli investimenti in R&S e beni strumentali.

Secondo quanto anticipato dal viceministro Pichetto, a orientare il lavoro per rendere più selettivi gli aiuti alle imprese sarà, oltre alla valutazione dell'efficacia e dei risultati delle agevolazioni in essere, l'impostazione di uno schema basato su due grandi tipologie di sostegno pubblico: da una parte gli incentivi diretti a stimolare gli investimenti e l'economia, dall'altra i bonus associabili a ristori.

Tra le agevolazioni che da questo processo dovrebbero uscire confermate, Pichetto ha citato il credito d'imposta ricerca e sviluppo, il Patent box, i voucher per i Temporary Export Manager (TEM) e quelli per la digitalizzazione delle PMI, gli Ipcei, Importanti progetti di comune interesse europeo in filiere chiave come batterie, cloud, idrogeno.

Per approfondire: IPCEI batterie: 1 miliardo per gli incentivi alle imprese

Probabile semaforo verde anche per la Nuova Sabatini, che però potrebbe essere modificata nelle modalità di funzionamento, ripristinando il rimborso del contributo in conto interessi su più esercizi finanziari anzichè in un'unica soluzione, e per il Superbonus al 110%. “Credo che, in sede di valutazione di metà periodo nel 2022, verranno decisi ulteriori stanziamenti per estendere il bonus a tutto il 2023”, ha detto il viceministro.

Ulteriori risorse dovrebbero poi garantire l'operatività degli strumenti per l'accesso al credito rivelatisi cruciali nel contesto della crisi pandemica - Garanzia Italia Sace e il Fondo centrale di garanzia PMI rafforzato - e degli incentivi per l'imprenditoria femminile. “Puntiamo ad aumentare lo stanziamento di 400 milioni previsto nel PNRR, a cui si aggiungono 20 milioni circa da altri fondi” per colmare il ritardo italiano in termini di occupazione e imprese guidate da donne, ha spiegato.

Cambiamenti in vista, invece, sul fronte del Piano transizione 4.0. La valutazione è ancora in corso, ma sembra plausibile “il ritorno a iper e super ammortamento, perché stimolano gli investimenti più produttivi” e il superamento del credito d'imposta, che invece “è un'agevolazione ombrello, universale: ricade su tutti”. Novità anche per i bonus auto, che dovranno incoraggiare soprattutto il passaggio all'elettrico e sostenere il boom del settore.

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