Art-bonus: Agenzia Entrate, chiarimenti su requisito appartenenza pubblica

Art bonus Non sono ammissibili al credito di imposta Art-bonus le erogazioni liberali destinate a sostenere gli enti privati. Ecco i chiarimenti dell'Agenzia dell'Entrate.

Agenzia Entrate: Art-bonus ammissibile per restauro chiesa del Comune 

Interpellata da due diverse fondazioni che hanno ottenuto in gestione spazi di proprietà pubblica, l'Agenzia delle Entrate ha fatto chiarezza sui requisiti che gli enti privati devono possedere per accedere ai benefici dell'Art-bonus.

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Art-bonus, il requisito dell’appartenenza pubblica

Nel primo caso una fondazione chiede se possa essere ricompresa tra gli “istituti e i luoghi della cultura di appartenenza pubblica” per poter beneficiare del credito di imposta Art-bonus.

Nella sua risposta l'Agenzia delle Entrate ricorda che l'Art-bonus viene concesso nella misura del 65% delle erogazioni effettuate in denaro da persone fisiche, enti non commerciali e soggetti titolari di reddito d’impresa per “interventi di manutenzione, protezione e restauro di beni culturali pubblici, per il sostegno degli istituti e dei luoghi della cultura di appartenenza pubblica, delle fondazioni lirico-sinfoniche e dei teatri di tradizione, delle istituzioni concertistico-orchestrali, dei teatri nazionali, dei teatri di rilevante interesse culturale, dei festival, delle imprese e dei centri di produzione teatrale e di danza, nonché dei circuiti di distribuzione e per la realizzazione di nuove strutture, il restauro e il potenziamento di quelle esistenti di enti o istituzioni pubbliche che, senza scopo di lucro, svolgono esclusivamente attività nello spettacolo”.

Il requisito di appartenenza pubblica viene soddisfatto - oltre che dall’appartenenza allo Stato, alle Regioni e agli altri enti territoriali - anche al ricorrere di altre caratteristiche del soggetto destinatario delle erogazioni, come nel caso in cui l'istituto:

  • è costituito per iniziativa di soggetti pubblici e mantiene una maggioranza pubblica dei soci e partecipanti;
  • è finanziato esclusivamente con risorse pubbliche; 
  • gestisce un patrimonio culturale di appartenenza pubblica, conferito in uso al soggetto medesimo;
  • è sottoposto, nello svolgimento delle proprie attività, ad alcune regole proprie della pubblica amministrazione, quali gli obblighi di trasparenza o il rispetto della normativa in materia di appalti pubblici; 
  • è sottoposto al controllo analogo di una pubblica amministrazione.

Con riferimento all'interpello in esame, l'Agenzia si è rivolta al Ministero dei beni e delle attività culturali (MIBAC) che nel suo parere ha specificato: “la fondazione, ente di diritto privato, non è stato costituito per iniziativa di uno o più soggetti pubblici, non è sottoposto a controllo analogo da parte di un soggetto pubblico, non ha in gestione una collezione pubblica”.

Ne consegue che il requisito di appartenenza pubblica non è soddisfatto dalla fondazione, che non può accedere al beneficio fiscale dell’Art-Bonus.

> Risposta n. 250-2019 

Nel secondo caso, invece, un'altra fondazione chiede se le erogazioni liberali destinate a realizzare interventi di restauro, protezione e manutenzione dello spazio pubblico ottenuto in gestione dal Comune siano ammissibili ai fini del credito d'imposta, in quanto riguardanti un “bene culturale pubblico”. Inoltre, la fondazione ritiene che la propria natura giuridica di ente di diritto privato non ostacoli l’accesso al beneficio in relazione alle attività svolte dalla stessa.

Con la risposta n. 262-2019 l'Agenzia delle Entrate riporta la soluzione interpretativa acquisita dal MIBAC, che da un lato riconosce lo spazio comunale affidato alla Fondazione come "bene culturale pubblico", dall'altro invece specifica che la fondazione non soddisfa il requisito dell’appartenenza pubblica con riferimento alla sua "costituzione, alla composizione e alla governance, nonché alla collezione museale ed al patrimonio archivistico, che non risultano di proprietà pubblica”.

Quindi le sole erogazioni liberali destinate alla realizzazione di interventi di manutenzione, protezione e restauro dell’immobile comunale sono ammissibili al beneficio dell'Art bonus, mentre non possono fruire del medesimo beneficio anche le erogazioni destinate al sostegno della fondazione.

> Risposta n. 262-2019

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