Ddl Made in Italy: contributi e finanziamenti per filiera legno-arredo e produzione tessile

Filiera legno - Photo credit: Foto di Valentin da PixabayTra le novità del disegno di legge per la promozione del Made in Italy all'esame della Camera ci sono nuovi incentivi per la valorizzazione delle imprese boschive e per gli investimenti di innovazione tecnologica nell'industria della lavorazione del legno e nella filiera delle fibre tessili naturali e provenienti da processi di riciclo.

Tutto ciò che c’è da sapere sulla nuova legge Made in Italy

Il ddl Made in Italy, su cui questa settimana partono le audizioni degli stakeholder in commissione Attività produttive della Camera, riserva infatti 25 milioni di euro agli investimenti nella filiera nazionale del legno e dell’industria per l’arredo e 15 milioni agli incentivi per innovare i processi di produzione di fibre di origine naturale.

Contributi a fondo perduto e prestiti agevolati per filiera legno-arredo

L'articolo 7 del ddl "Disposizioni organiche per la valorizzazione, la promozione e la tutela del made in Italy" prevede infatti che il Ministero delle Imprese, d'intesa con il Ministero dell'Agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste, promuova e sostenga la vivaistica forestale, la creazione e il rafforzamento di imprese boschive e dell’industria della prima lavorazione del legno a valere su uno stanziamento pari 25 milioni di euro per l’anno 2024.

Questi fondi, di cui 15 milioni per la concessione di contributi a fondo perduto e 10 milioni destinati ad attivare finanziamenti a tasso agevolato, saranno orientati soprattutto sull'obiettivo dell'innovazione tecnologica delle imprese della filiera. Gli investimenti ammessi, quindi, riguarderanno in particolare l'introduzione di nuovi macchinari e l'automazione delle fasi della produzione, oltre all'aumento della sostenibilità ambientale.

Le modalità di attuazione della misura - compresa l'individuazione del soggetto incaricato della gestione dei fondi e l'indicazione dei soggetti beneficiari dei finanziamenti - saranno definite con un decreto del MIMIT, di concerto con i Ministeri dell'Agricoltura e dell’Ambiente e della sicurezza energetica, da adottarsi entro 60 giorni dalla data di entrata in vigore del disegno di legge Made in Italy.

15 milioni per fibre tessili naturali e da riciclo

Sempre a un decreto MIMIT, in coordinamento questa volta con il solo Ministero dell'Ambiente, spetterà definire le modalità di utilizzo dei fondi previsti dal ddl Made in Italy per la valorizzazione della filiera delle fibre tessili naturali e provenienti da processi di riciclo.

Anche in questo caso il focus è sull'introduzione di nuove tecnologie, per sostenere la produzione delle fibre tessili naturali quale settore strategico anche ai fini dell’indipendenza di materie prime di produzione e del raggiungimento degli obiettivi di economia circolare sostenibile.

Le risorse previste dal provvedimento, pari a 15 milioni di euro per il 2024, saranno destinate a sostenere gli investimenti, sul territorio nazionale, per la ricerca, la sperimentazione e l’innovazione dei processi di produzione di fibre di origine naturale, nonché provenienti da processi di riciclo, con particolare attenzione alla certificazione della loro sostenibilità e all'obiettivo dell'accrescimento dell’autonomia di approvvigionamento delle materie prime nell’industria.

Modifiche al Codice dei beni culturali

Fronte procedure, invece, il provvedimento va a modificare il Codice dei beni culturali e del paesaggio, sopprimendo la necessità di preventiva autorizzazione per gli interventi selvicolturali (taglio colturale, forestazione, riforestazione, opere di bonifica, antincendio e di conservazione) nei boschi e nelle foreste soggetti a vincolo, al fine di semplificare e agevolare il procedimento di approvvigionamento delle materie prime.

Per approfondire: Fondo Foreste, in arrivo i bandi per i contributi 2023